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Il Rito Francese. Le origini.

 

Il Rito Moderno (o “Rito francese”, ovvero, ancora, “Rito francese moderno”) consiste nei Rituali e nei Regolamenti elaborati all’interno del sistema massonico francese negli anni Ottanta del XVIII secolo e ufficialmente adottati dal Grande Oriente di Francia nel 1785 per i Gradi simbolici (Massoneria azzurra) e tra il 1784 e il 1786 per gli Alti Gradi.

 

Questi Rituali rimasero in forma manoscritta fino al 1801, anno della pubblicazione anonima di due opuscoli, Le régulateur du maçon (per i primi tre gradi) e Le Régulateur des chevaliers maçons ou les Quatre ordres supérieurs (per i quattro gradi superiori).

L’insieme dei rituali suggellava l’opera di revisione ritualistica che il Grande Oriente di Francia, costituitosi nel 1773, aveva iniziato fin da subito, e che era giunto, attraverso varie vicissitudini, alla fine, con i lavori di una Chambres des Grades la quale operò dal 1782 al 1786.

Il Rito francese coincideva dunque con il “sistema” ritualistico originario del Grande Oriente, perlomeno quello in qualche misura codificato; coesistevano com’è noto in Francia altri sistemi di alti gradi (peraltro qui inizialmente formulati con l’operazione di Ramsay alla fine degli anni Trenta del Settecento), in primo luogo quello del Rito scozzese (definitivamente costituito in Francia nel 1804), ma i sette gradi del Rito Moderno (i tre azzurri più i quattro di perfezionamento) rappresentarono per molto tempo il sistema maggiormente diffuso, a dar credito (e non c’è motivo di dubbio) a quanto scriveva Roëttiers de Montaleau figlio nel 1808: “Vi sono molti altri gradi oltre ai sette descritti in questo saggio, ma il Grande Oriente di Francia ha la consuetudine di riconoscere soltanto i tre gradi simbolici e i quattro ordini degli Alti Gradi”.

Forse anche per tale evidenza “statistica” tale sistema iniziò a essere denominato come “Rito francese”, anche se in tempi successivi alle sue origini. In effetti fino a un certo punto, a parte qualche episodio, il sistema veniva chiamato semplicemente “système du Grand Orient”1 accidentalmente acquisì tale denominazione. Giocò probabilmente in tal senso anche una necessità o volontà di differenziazione, se non proprio di opposizione alla ritualita “scozzese” e, in particolare, al Rite Ecossais Philosophique (fondato ad Avignone intorno al 1780) che differiva molto dal Rito “francese” nei gradi superiori al terzo. D’altronde, anche l’appellativo “moderno” col quale il Rito viene talora identificato, pare strettamente connesso all’origine “francese”.

 

La nota querelle tra Antients e Moderns iniziata nel 1753 allorché nove Logge inglesi si riunirono in una “Gran Loggia dei Liberi ed Accettati Muratori secondo le Antiche Istituzioni” in dissenso nei confronti delle Costituzioni di Anderson (1717) giudicate di impianto troppo razionalistico e deistico. Gli Antichi chiamarono, per derisione, “moderni” coloro che erano rimasti nell’alveo della Gran Loggia del 1717

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Senza soffermarci sulle differenze tra le due posizioni, occorre tuttavia sottolineare come la ritualità francese presentò sempre tratti comuni di gran lunga più in sintonia con i “moderni”, ampliando l’impianto razionalistico della propria filosofia laddove al contrario gli “antichi”, soprattutto in Inghilterra, svilupparono maggiormente i richiami ad una impostazione di stampo “anglicano”.

 

  

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